Villa Tittoni Traversi.

La villa odierna è il frutto di rifacimenti e rimaneggiamenti stratificatisi nel corso dei secoli aventi come origine il nucleo creato con l'insediamento nel 1651 della famiglia dei marchesi Cusani, che venivano a passare qui il tempo libero, avendo la loro residenza ufficiale nel Palazzo Cusani a Milano.

Fra il 1700 ed il 1800 grande importanza storica fu apportata alla villa, in quanto Ferdinando Cusani, amante di cose antiche, arricchì la proprietà di lapidi, statue e marmi preziosi, ora conservati presso i musei civici del Castello Sforzesco di Milano.

La villa fu ingrandita nel 1776 da Giuseppe Piermarini con i canoni di equilibrio compositivo propri del periodo neoclassico ancora visibili, seppur occultati dai lavori successivi, nella disposizione simmetrica delle finestre.
Nel 1805 gli successe il figlio Luigi, che per suoi debiti di gioco fu costretto a vendere la villa all'avvocato Giovanni Traversi nel 1817.

Nel 1840 cominciarono i lavori di trasformazione dell'intero complesso diretti dall'architetto Pelagio Palagi, terminati esteriormente nel 1846 con la creazione delle momumentali facciate ripartite in tre ordini con colonnato e frontone a timpano verso il parco.
Le sale interne del piano terra sono variamente decorate, in stile eclettico: s’incontrano il neoclassico, il neogotico, il barocco, l’arabizzante.
Il Palagi, inoltre, innalzò nel parco anche una torre neogotica sulle rovine del un trecentesco convento francescano, ora proprietà privata e museo mineralogico.
La villa era arricchita da un grandioso parco “all’inglese” disegnato già dal Piermarini e dal direttore dei giardini, Antonio Villoresi, padre dell'agrimensore e botanico Luigi Villoresi.
Alla morte dell'avvocato Traversi, avvenuta nel 1854, il complesso passò al nipote, Giovanni Antona Cordara, il quale, per ricordare il munifico zio, con regio decreto del 27 febbraio 1856 assunse il cognome Antona Traversi.
Continuarono i lavori di abbellimento, nel parco venne collocata una statua commissionata all'artista milanese Tantardini, raffigurante Arnaldo da Brescia (ora conservata nel cortile della biblioteca comunale).

Nel 1975 la villa è stata acquistata del Comune di Desio.